Dopo nove anni Cavaillon è tornato a essere per qualche giorno il cuore pulsante nella vita del Movimento Familiare Dottrinario (MFD). Un campo pensato e voluto nei luoghi dove san Cesare de Bus si è lasciato “trasformare dallo Spirito Santo”. È stato proprio questo il tema portante dei quattro giorni in terra di Francia. Due bus provenienti dall’Italia hanno viaggiato carichi di persone desiderose di vivere ancora una volta un’esperienza di ascolto della Parola, di formazione, di meditazione e di condivisione “nella famiglia” con l’obiettivo di seguire le orme di San Cesare e pian piano, giorno dopo giorno, provare a lasciarsi “trasformare dallo Spirito Santo”.
In parallelo al campo delle famiglie si è svolto quello Cesar-stock dei giovani delle comunità dottrinarie italiane, come a mantenere forte quel legame che unisce le famiglie e le loro proiezioni nel futuro.
La giornata del 19 agosto è stata impegnativa: a dare il benvenuto e ad accogliere i membri del MFD è stata la comunità parrocchiale dottrinaria di Robion con padre Enzo De Martino, dove viene celebrata la santa messa che apre ufficialmente il campo e che con il canto finale “Chiamati per nome” invita a essere presenza viva di questa esperienza. Ad aspettare il gruppo all’ingresso della sinagoga di Cavaillon l’immancabile Raymond, membro del MFD in Francia, e con lui Lucie, che ha fatto da guida per le strade di Cavaillon sino ad arrivare alla cattedrale di Saint Veran. Qui padre Gianmario ha ricordato quanto importante fosse questo edificio per san Cesare, perché è qui che in parte è avvenuta la sua “trasformazione”, tramite il battesimo in primis e poi con l’ordinazione sacerdotale e l’incontro con Louis Guyot. Durante la salita all’eremo di Saint Jacques, mentre vengono pregati i Misteri Gloriosi, è stata consegnata a ciascuno una perla, segno che invita a pregare perché sappiamo “riconoscere le perle che il Signore ci offre”. Nello stesso giorno giunge ai membri del MFD la notizia della morte di padre Renzo Rossit.
Padre Giuseppe Giunta, il giorno seguente, ha ricordato durante la messa mattutina l’importanza della figura di san Bernardo nella vita di san Cesare, proprio nel luogo dove, tra profumi di lavanda e mulini ad acqua, lo stesso fondò la congregazione: L’Isle-sur-la-Sorgue; mentre a Fontaine-de-Vaucluse, all’interno della piccola chiesa di Notre Dame de San Veran, il brano delle nozze di Cana suggerito da padre Gianmario ha permesso di riflettere sulla necessità del prendersi cura della vita di coppia.
Venerdì, dopo la santa messa celebrata ad Avignone, padre Libere ha offerto spunti di riflessione per “lasciarsi trasformare dallo Spirito Santo nelle vicende quotidiane” mediante l’ascolto, la preghiera e il perdono. Poi, nell’abbazia cistercense di Sénanque, père Jean-Marie Gervais parla di ascolto, di comunità e di “vita familiare” ma, soprattutto e sopra tutti, parla di Spirito Santo, dei suoi frutti e di quanto è importante pregare insistentemente per fare lavorare dentro di noi lo Spirito Santo.
Sabato pomeriggio del 22 agosto è il momento della condivisione – con il grande cerchio che riempie il prato di Saint Bernadette –, dei ringraziamenti, dei silenzi, dell’affidamento, della consapevolezza, della famiglia. È il momento di preghiera più alto, che culminerà in cattedrale a Cavaillon in quello stesso pomeriggio dove due ragazzi, Placide Ndererimana, burundese, e Rodrigo Campos, brasiliano, hanno scelto, sicuri dell’abbraccio e delle preghiere di tutti i membri del MFD e dei giovani del Cesar Stock, delle comunità dottrinarie in Provenza e dei confratelli presenti alla celebrazione, questo giorno e questo luogo per la loro professione perpetua.