Celebrazione in memoria del centenario della beatificazione dei beati Claudio Bochot ed Eustachio Félix, sacerdoti della Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana, il 17 ottobre scorso, nella chiesa di Santa Maria in Monticelli, a Roma. La messa è stata presieduta da padre Sergio La Pegna, Superiore Generale della Congregazione, riunendo nella preghiera la memoria di due confratelli che testimoniarono la loro fedeltà a Gesù Cristo e alla Chiesa fino al dono della propria vita. Al termine della celebrazione è stato benedetto il nuovo quadro raffigurante i beati, poi collocato su uno degli altari laterali della chiesa.
La data riveste un significato speciale per tutta la Famiglia Dottrinaria. Il 17 ottobre 1926, Pio XI proclamò beati Claudio Bochot ed Eustachio Félix, insieme ad altri 189 martiri della Rivoluzione francese. Cento anni dopo, la messa a Roma è divenuta occasione per ricordare questa testimonianza di fede, rinnovare la gratitudine per l’eredità spirituale dei martiri e riscoprire l’attualità della loro fedeltà al Vangelo.
La storia dei beati Claudio Bochot ed Eustachio Félix è legata a uno dei periodi più difficili della storia della Chiesa in Francia: la Rivoluzione francese, iniziata nel 1789. Nel mezzo delle profonde trasformazioni politiche e sociali di quel tempo, la Chiesa affrontò persecuzioni, restrizioni alla vita religiosa e conflitti connessi alla Costituzione civile del clero, che sottoponeva tutti coloro che avevano ricevuto l’ordine sacro al nuovo ordinamento rivoluzionario.
Di fronte a tali circostanze, molti sacerdoti furono posti davanti a una scelta dolorosa: prestare il giuramento richiesto dalle autorità governative oppure rimanere fedeli alla propria coscienza e alla comunione con la Chiesa. I padri Bochot e Félix scelsero di rimanere fedeli alla loro vocazione sacerdotale e alla Chiesa, rifiutandosi di giurare.
Padre Bochot era il Superiore, mentre padre Félix era l’economo della comunità dottrinaria di Parigi. Il rifiuto del giuramento portò al loro arresto e furono condotti al Seminario di Saint-Firmin, trasformato in luogo di detenzione.
Tra il 2 e il 3 settembre 1792, Parigi fu teatro di violenti massacri contro numerosi prigionieri, tra i quali vescovi, sacerdoti, religiosi e altri fedeli cattolici. Quegli eventi sono noti come i Massacri di settembre. Tra le vittime anche i due sacerdoti dottrinari, che subirono il martirio a Saint-Firmin, rimanendo fedeli alla loro fede e alla loro missione fino alla fine.
I massacri causarono la morte di 191 persone beatificate da Pio XI il 17 ottobre 1926, la memoria liturgica dei martiri si celebra il 2 settembre.
La celebrazione di Santa Maria in Monticelli ha rappresentato un’occasione di rendimento di grazie per la vita e la testimonianza dei due Beati. Ricordando gli eventi del 1792 e la beatificazione del 1926, la Famiglia Dottrinaria ha rivolto lo sguardo alle proprie radici spirituali, riconoscendo nella storia della Congregazione tanto le sfide affrontate quanto la forza di una fede capace di attraversare le generazioni.
Il centenario rappresenta anche un invito a rinnovare l’impegno missionario. La fedeltà dei martiri non deve rimanere soltanto un ricordo del passato, ma diventare fonte d’ispirazione per la vita quotidiana di tutti coloro che partecipano al carisma di san Cesare de Bus.
La testimonianza dei Beati Claudio Bochot ed Eustachio Félix continui a rafforzare la vocazione dei Dottrinari e a ispirare le nuove generazioni a vivere con autenticità il Vangelo, mantenendo viva la missione affidata da san Cesare de Bus: far conoscere e amare Gesù Cristo attraverso la Parola annunciata e una vita interamente dedicata a Dio e ai fratelli.
fr. Rodrigo Donizete de Campos, DC





