L’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno Andrea Bellandi riceve da padre Sergio La Pegna l’icona di padre Cesare; a sinistra padre Rocco Caruso e, a destra, Il Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico di Salerno mons. Michele Alfano.


Un convegno per confrontarsi su “San Cesare de Bus catechista e formatore di catechisti”, sabato 3 dicembre 2022, nella parrocchia di Santa Maria dei Barbuti a Salerno. L’evento, promosso dal parroco dottrinario padre Rocco Caruso, si inseriva nel programma per la celebrazione della Festa patronale dell’Immacolata Concezione, l’8 dicembre.

Monsignor Andrea Bellandi, arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, ha presieduto la celebrazione eucaristica di apertura del convegno, con numerosa partecipazione della comunità parrocchiale, che nell’occasione ha ricordato il miracolo riconosciuto della fedele salernitana che ha portato alla canonizzazione di san Cesare de Bus.

Proprio Rosa Chiara, la giovane affetta da emorragia celebrale aggravata da meningite batterica che nel 2016 improvvisamente guarì, ha aperto il convegno ringraziando quanti si unirono in preghiera, invocando l’intercessione del beato padre Cesare, nei giorni della sua malattia, testimonianza della potenza dell’amore, della fede e della preghiera che, nei momenti più disperati, si è elevata con costanza dai cuori dei parrocchiani.

Monsignor Michele Alfano, Vicario Giudiziale del Tribunale ecclesiastico Diocesano, ha poi illustrato l’iter per l’accertamento del miracolo, culminato nel 2020, con la dichiarazione che ha certificato che la guarigione non è scientificamente spiegabile.

L’intervento principale è stato quello di padre Sergio La Pegna, Superiore Generale dei Padri Dottrinari, che ha illustrato la figura del santo del XVI secolo, simbolo del “coraggio di cambiare”. Che cosa ha da dire san Cesare de Bus ai catechisti di oggi? Due sono gli inviti: essere catechismo vivente – cioè trasmettere la fede tramite l’esempio  le azioni, in un’accezione non astratta ma concretamente calata nella vita quotidiana – ed essere angeli di luce, cioè messaggeri della parola di Dio.

Quale il metodo per catechizzare? San Cesare suggerisce di usare un linguaggio accessibile a tutti, vicino alla vita concreta come quella vissuta dai santi, senza tralasciare mai il riferimento puntuale alle Sacre Scritture. Non ci sono luoghi per catechizzare, la catechesi è praticabile ovunque in quanto ogni occasione è propizia per trasmettere la dottrina.

L’arcivescovo ha congedato gli intervenuti con un’immagine suggestiva della Chiesa e dei santi: un campo di fiori variegato, dove ciascun santo adorna secondo il suo personale contributo. Certamente il contributo del fondatore dei padri Dottrinari è l’opera instancabile di catechesi che noi, angeli di luce, siamo chiamati a proseguire, ciascuno secondo le personali inclinazioni e capacità.

Ai relatori, al termine del convegno, è stata donata, in un clima di fraternità, l’icona di san Cesare De Bus, realizzata per questa occasione speciale.

Antonella Lamberti, parrocchia Santa Maria dei Barbuti, Salerno