Foto di gruppo per i giovani Cesar-stock

i giovani Cesar-stock

Dal 26 al 30 dicembre 2025 per il gruppo di giovani Cesar-stock la città di Paola (CS) è stata un autentico “cantiere dell’anima”. In trenta, immersi nella bellezza aspra e solenne della Calabria, abbiamo vissuto un’esperienza che ha saputo intrecciare la storia secolare di san Francesco di Paola – fondatore dell’Ordine dei Minimi – con le sfide del presente. Come in ogni avventura vissuta insieme nel gruppo – ispirati dall’insegnamento di san Cesare de Bus, – il clima è sempre stato accogliente e sincero.
Grazie alle testimonianze e agli incontri con fra’ Antonio, seminarista dei Minimi, suor Selena, consacrata tra le claustrali Minime, e don Aurelio Marino (parroco della chiesa della Madonna del Carmine, sovrastante l’antica chiesa ipogea bizantina di Sotterra a Paola) abbiamo riflettuto sui temi della scelta e del discernimento vocazionale: così importanti per noi giovani, immersi in una società focalizzata sull’apparire.
Tante voci ci hanno accompagnato in questo viaggio, ma tutte ispirate alla figura di san Francesco che, pian piano, è come uscita dalle icone per farsi carne e accompagnarci.
È stato in particolare fra’ Antonio, che, con il suo racconto appassionato, ci ha svelato i segreti del Santuario dedicato al Francesco di Paola e la sacralità dei sotterranei, guidandoci in quei luoghi dove il santo scelse la via dell’umiltà estrema. Conoscere la storia del “Minimo” attraverso chi ne vive quotidianamente il carisma ci ha permesso di guardare alla nostra visita in modo nuovo, aprendo un dialogo interiore più vivo, permettendoci di trovare nei segni del passato una bussola per il nostro futuro.
Gli incontri con suor Selena e con don Aurelio ci hanno richiamato all’importanza e alle dinamiche delle scelte; i tempi di silenzio e di condivisione ci hanno aiutato a valorizzare ogni parola ascoltata. È bello che qualcuno di noi abbia definito le diverse testimonianze, “prove tangibili dell’operato del Signore” o che si sia accorto che la felicità è a portata di mano se la scelta è frutto del “sottile equilibrio tra consapevolezza e cuore”.
Tra giochi di ruolo, condivisioni di pensieri e tempo passato ai fornelli, ciascuno di noi ha avuto modo di pensare alle scelte fatte, a quelle che verranno e a come rispondere alla chiamata per un disegno più grande.
Ascolto, silenzio, preghiera, condivisione… ma la spiritualità a Paola è stata anche esplosione di vita. Tra un’attività e l’altra, la musica è diventata il nostro linguaggio universale. Momenti indimenticabili sono stati scanditi dalle note del “Cesar-Song”: suonare il nostro inno tutti insieme non è stato solo momento di svago, ma un modo per gridare la nostra gioia e il senso di appartenenza.
In questi cinque giorni il “gruppo” si è trasformato in “famiglia”. Tra una risata e un accordo di chitarra sono nate nuove amicizie profonde, frutto della bellezza di stare insieme bene, senza filtri, uniti da un obiettivo comune.
Questa energia si è poi tradotta in gesti concreti durante il servizio presso la casa di riposo. Qui abbiamo capito che la gioia provata cantando l’inno poteva diventare conforto per gli anziani. Abbiamo portato il nostro entusiasmo tra i corridoi della struttura, ricevendo in cambio sguardi che valgono più di mille parole.
Ci prepariamo ora ai prossimi appuntamenti, l’introduzione agli esercizi spirituali (potremo scegliere tra due date: 30 aprile – 3 maggio, oppure 29 maggio – 2 giugno) e il campo Cesar-stock a Cavaillon (la data definitiva è 18-27 agosto). Nella speranza di ritrovarci tutti e di poter accogliere altri ragazzi e giovani desiderosi di incontrare san Cesare nei luoghi dov’è vissuto.