Sabato 9 maggio alle 20 nella parrocchia Madonna Assunta, i Dottrinari hanno offerto alla città di Vittoria l’opportunità di ricordare padre Lodovico Santoro – il grande sacerdote che ha donato “senza misura” le sue energie e la sua vita, dal 1967 al 1997, alla comunità vittoriese – con la presentazione del libro curato da Marilena Dragone e Giuseppe Gagliarducci e con la prefazione del sindaco di Pontecorvo Anselmo Rotondo, «La vita di un Dottrinario donata “senza misura”, padre Lodovico Santoro».
Relatori l’assessore all’Istruzione del Comune di Vittoria, Francesca Corbino, il Superiore Generale dei Dottrinari padre Sergio La Pegna, la professoressa Salvina Dieli e padre Beniamino Sacco, moderati da Luciano D’Amico.
Dopo il saluto di padre La Pegna, che ha presentato la figura del confratello Lodovico Santoro, e quello dell’assessore Corbino, Luciano D’amico ha delineato la figura di padre Santoro per poi dare la parola a Salvina Dieli che per 30 anni ha collaborato con padre Santoro durante il suo ministero a Vittoria.
Dieli ha ricordato di aver conosciuto padre Santoro nel 1967, quando arrivò a Vittoria nella Parrocchia Madonna delle Lacrime, come parroco. In seguito lo ha seguito e ha collaborato con lui nelle parrocchie dove veniva destinato a lavorare: Santa Maria Goretti, Spirito Santo, Madonna Assunta.
Era il prete, il fratello, l’amico di quanti chiedevano il suo aiuto spirituale ed economico. La sua giornata era divisa tra preghiera e azione. Aveva a cuore la formazione spirituale delle Comunità, organizzava incontri formativi con gli adulti, i giovani, i ragazzi.
Per la povertà dei locali e per le limitate capienze della chiesa, il sacramento della Confermazione veniva amministrato sul sagrato circondato da ulivi e con al centro il pozzo di acqua potabile, sotto il limpido cielo azzurro.
Ha creato le basi e ha contribuito alla formazione di tanti giovani, alcuni ora sacerdoti e dottrinari – padre Sergio La Pegna e padre Giuseppe Giunta – e il camilliano fratel Carlo Mangione. Grazie alla sua grandezza d’animo e allo spirito di sacrificio, dedicava le sue giornate ai poveri, agli ammalati, ai senza fissa dimora.
Usava una stanzetta attigua alla chiesa parrocchiale, di proprietà dei benefattori Emanuele Iacono e della sorella Teresa, per alloggiare i primi extracomunitari e nel 1980 creò il Centro di Accoglienza, e dava ospitalità agli immigrati che sbarcavano sulle coste di Vittoria. Con l’aiuto dei parrocchiani procurava loro viveri e indumenti e li aiutava a trovare lavoro nelle aziende agricole.
Sacerdote infaticabile, il “prete delle situazioni difficili”, donava a tutti conforto. La sua “buona parola” si traduceva in azione concreta: bontà e carità, povero tra i poveri.
I “salotti” frequentati da padre Santoro erano la cameretta dell’anziano e dell’ammalato, la corsia dell’ospedale, a Vittoria prima, a Pontecorvo dopo, la casetta del povero e la “strada”, l’abitazione dei primi extracomunitari.
La relatrice ha ringraziato padre Santoro per tutto quello che ha donato a ciascuno e ha invocato da Dio la ricompensa che spetta ai Santi Apostoli, a quanti hanno donato la propria vita per il bene dei fratelli, la Santità.
A seguire l’intervento di padre Beniamino Sacco che, avendo ricevuto da padre Santoro il testimone, ne ha continuato l’opera e l’assistenza agli extra comunitari sulla strada della carità e della povertà.
Erano presenti, oltre ai nipoti Maristella e Lodovico Santoro, gli amici, i fedeli delle parrocchie dove padre Santoro ha servito, i Dottrinari padre Giuseppe Giunta, padre Prosper Ntabangana e padre Libére Mjawenayo.
La presentazione si è conclusa con la richiesta, spontanea e condivisa di intitolare una piazza, un largo o una via a padre Santoro. La richiesta è stata consegnata al sindaco Francesco Aiello.
In conclusione la relatrice Salvina Dieli ha rivolto un invito ai presenti: «Volete rimanere sempre giovani? Collaborate con i Dottrinari».

Pinetta Dieli