Questa è la testimonianza di Genny Francescone che, dalla parrocchia di Vittoria in Sicilia affidata ai Dottrinari, ha partecipato al Giubileo dei Catechisti.
Dal 26 al 28 settembre scorso, un gruppo di famiglie e di catechisti dottrinari delle parrocchie Madonna Assunta e Madonna delle Lacrime di Vittoria (RG), guidati da padre Giuseppe Giunta e padre Prosper Ntabangana, hanno vissuto un’esperienza coinvolgente di fede profonda partecipando al Giubileo dei Catechisti a Roma.
Venerdì 26 i pellegrini sono arrivati nella capitale, alcuni in pullman, altri in aereo. Il primo appuntamento è stato nella chiesa di Santa Maria in Monticelli, Casa generalizia dei Dottrinari dove sono custodite le reliquie del fondatore San Cesare De Bus. Un momento molto sentito, che ha segnato l’inizio di questo cammino spirituale. Tra le prime grandi emozioni, c’è stato il passaggio della Porta Santa della Basilica di Santa Maria Maggiore, un gesto forte di fede e di speranza. Subito dopo, la visita alla tomba di papa Francesco – semplice, umile, sobria e discreta proprio come era lui – ha lasciato nel cuore di tutti un senso pro-fondo di pace e gratitudine.
Sabato 27 settembre la giornata ha avuto inizio con la celebrazione delle ordinazioni presbiteriali e diaconali dei Dottrinari, nella basilica di Sant’Andrea della Valle, presieduta dal Cardinale Ángel Fernández Artime. Poter vivere questa esperienza è stato un momento intenso di preghiera e comunione, vissuto insieme a tutta la famiglia dottrinaria. Nel pomeriggio, il gruppo si è diretto verso Castel Sant’Angelo per iniziare il pellegrinaggio verso la basilica di San Pietro. Durante il cammino lungo via della Conciliazione, è stato proclamato il salmo 122, uno dei salmi dell’ascensione, proprio come facevano i pellegrini che salivano verso Gerusalemme. La processione è stata accompagnata dalla preghiera e da una forte commozione: a turno, ogni partecipante ha portato la croce, segno di un’unione profonda nella fede, come una grande famiglia chiamata a essere angeli di luce nel mondo.
Il momento più atteso è arrivato con la messa in Piazza San Pietro, presieduta da papa Leone XIV. Le sue parole nell’omelia hanno toccato profondamente tutti i presenti. Ha ricordato che il catechista è una persona di parola, non solo quella pronunciata con la bocca, bensì una parola vissuta con la vita. Ha sottolineato come i primi catechisti siano i genitori, perché l’annuncio della fede comincia proprio nella famiglia, attorno alla tavola, nei piccoli gesti quotidiani che parlano di Cristo. Papa Leone XIV ha ricordato a tutti l’importanza della testimonianza: non si tratta solo di insegnare, ma di essere luce, strumenti nelle mani dello Spirito Santo. Tornati a casa, ognuno porta con sé la gratitudine per questa esperienza di crescita personale, familiare e comunitaria. Un cammino che ha rafforzato la fede, il legame tra i partecipanti e il desiderio di continuare a servire nella parrocchia con amore e gioia. Queste parole risuonano ancora nei cuori dei pellegrini di Vittoria, perché ricordano loro che sono parte di una famiglia umana fatta di fragilità e di fede, chiamata ogni giorno a camminare alla luce del Vangelo. Con questa consapevolezza, affidiamo il nostro servizio parrocchiale allo Spirito Santo, chiedendo di essere strumenti del Suo amore e portatori di luce nel nostro piccolo mondo. Concludo questo pellegrinaggio ringraziando il Signore che ci ha resi ancora più uniti come gruppo dottrinario, e più consapevoli della bellezza di essere catechisti e testimoni del Vangelo oggi.














