di Andrea Gagliarducci

Lo ricordano tutti per il sorriso, per l’affabilità, per il suo essere sacerdote tra la gente. O meglio ancora, un “catechismo vivente”, come scrivono Marilena Dragone e Giuseppe Gagliarducci, in un agile libricino dedicato alla vita di padre Lodovico Santoro, dottrinario scomparso nel 2018.
Padre Lodovico Santoro. La vita di un dottrinario donata “senza misura” è edito dalle Edizioni Dottrinari ed è stato presentato a Pontecorvo, in provincia di Frosinone, lo scorso 21 marzo. Pontecorvo, in fondo, è la casa dei dottrinari dal 1789, ed è una delle case in cui ha vissuto questo infaticabile pastore proveniente dal Cilento, in Campania, che si è trovato a due riprese nell’antica exclave pontificia alle pendici di Montecassino con un lungo intermezzo a Vittoria, in Sicilia, dove ha dato inizio tra l’altro a due parrocchie ancora molto attive.
Siamo di fronte a una vita generativa che lascia frutti e memoria, nel solco di quelli che papa Francesco ha chiamato “i santi della porta accanto”, in particolare nell’esortazione apostolica Gaudete et Exsultate. Una memoria fatta di piccole cose. Marilena Dragone, concludendo la presentazione, si è lasciata andare ai ricordi personali, perché per lei padre Santoro era di casa. E ha sottolineato proprio questa capacità di padre Santoro di esserci; e di essere famiglia con tutti.
Padre Sergio La Pegna, superiore generale dei Dottrinari, ha sottolineato proprio la santità semplice di padre Santoro, la sua capacità di stringere relazioni durature semplicemente rimanendo se stesso. Un dottrinario, ha notato padre La Pegna, che non ha mai viaggiato fuori dall’Italia, ma che pure ha avuto un forte legame con le comunità dottrinarie sparse nel mondo. I proventi di questo libro saranno infatti destinati alla comunità di Kirundo in Burundi, con la parrocchia e la casa che ospita attività catechistiche intitolata proprio a padre Santoro.
Fratel Enzo Arcadipane, professo dottrinario, ha messo in luce la personalità poliedrica di padre Santoro, coetaneo di Giovanni Paolo II, che amava ricordare come avesse studiato all’Angelicum nello stesso periodo in cui Karol Wojtyła era arrivato all’università domenicana per completare i suoi studi.
A testimoniare il peso che padre Santoro aveva nella comunità è arrivato anche il sindaco di Pontecorvo, Anselmo Rotondo, che ha scritto l’introduzione del volume, e che ha voluto onorare la memoria di padre Santoro con qualche ricordo personale.
Padre Santoro era stato insignito del titolo di cittadino onorario di Pontecorvo, oltre che di Vittoria, e questo testimonia la sua capacità di diventare parte delle comunità che serviva, di esserci senza mai imporsi, di riuscire a entrare nel cuore delle persone senza mai chiedere nulla in cambio.
È in fondo questo il senso del titolo del libro: quel “senza misura” che racconta di un dono totale di sé, un “catechismo vivente”, predicato con l’esempio e con la fede.
Padre Santoro non amava essere fotografato. Sono dunque preziose le immagini, rinvenute grazie alla sua famiglia che era presente alla presentazione, che pubblicate nel libro che lo ritraggono in diversi momenti della sua vita. Sempre sorridente. Sempre affabile. Sempre sacerdote per sempre.

La serata a Pontecorvo per la presentazione del libro su padre Santoro